distrutta. davvero, non esagero. ma non è una cosa inutile, credetemi. lavorare stasera non è stato per niente inutile. le cose non succedono mai per caso, a.t. ha davvero ragione...ed è a lui che dedico questo post, anche se non potrà leggerlo. insomma, in un suo film, woody allen chiede a una puttana "perchè fai questo lavoro?" e lei "...sempre meglio che fare la cameriera". allen ribatte più o meno così: "perchè-perchè-perchè tutte quelle a cui lo chiedo rispondono così, la cameriera deve essere di sicuro un lavoro schifoso!" mi sono scompisciata dal ridere. e concordo perfettamente. ((che stupida impacciata, che non fa che scusarsi e riverire, poi quando parla era meglio non farlo! agli occhi di tutti devo essere sembrata davvero stupida, stasera. ebbene, lo giustifico così:)) non è il mio ambiente. non sono nata per fare questo. onore ai camerieri, a quelli che fanno questo lavoro da sempre e che lo fanno come si deve, con passione, anche. ricordo guerino con affetto, un ometto baffuto, smilzo e velocissimo, con cui l'anno scorso ho lavorato (da M.), e che pazientemente mi accompagnava a casa tutti i week end, perchè, diciamo, era di strada. l'ho rincontrato nel trenino qualche mese fa, ma ci siamo visti solo all'ultimo momento. peccato, avrei voluto scambiare due chiacchiere con lui. ma il destino ci farà incontrare di nuovo. insomma, non mi posso lamentare poi tanto. detto fatto. vuoi il lavoro? eccoti il lavoro. la paga è misera ma in realtà...temevo peggio. e comunque non è quello che mi sconcerta di più. la verità è che mi abbatto facilmente, non accetto di essere rimproverata, non accetto di commettere uno sbaglio. semplicemente, mi butto giù. la vita non è poi così complicata, allora ci devo pensare da sola a rendermela insopportabile. eppure ne sono coscente. allora quando imparerò? pazienza. ci vuole pazienza. tornando a casa, sulla rai, chi me becco? marzullo che parla della carmen...ed eccola, per la regia di zeffirelli...l'occhio è pendulo, ma le orecchie non riescono a non ascoltare...cazzo, io non potrei vivere senza l'arte...l'arte può vivere senza di me? che dilemma. intanto tra dieci ore sarò immancabilmente in viaggio, di nuovo. e senza carta e penna mi sento vuota, insipida, spenta, a calcare le assi di legno di un palcoscenico immenso. racconto i fischi, tengo per me gli applausi. son stanca morta, chiudo le palpebre, ascolto assorta...
L'amour est enfant de Bohême,
il n'a jamais, jamais connu de loi,
si tu ne m'aimes pas, je t'aime,
si je t'aime, prends garde à toi!









