sabato, 29 luglio 2006
author: emiscript @ 02:10
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distrutta. davvero, non esagero. ma non è una cosa inutile, credetemi. lavorare stasera non è stato per niente inutile. le cose non succedono mai per caso, a.t. ha davvero ragione...ed è a lui che dedico questo post, anche se non potrà leggerlo. insomma, in un suo film, woody allen chiede a una puttana "perchè fai questo lavoro?" e lei "...sempre meglio che fare la cameriera". allen ribatte più o meno così: "perchè-perchè-perchè tutte quelle a cui lo chiedo rispondono così, la cameriera deve essere di sicuro un lavoro schifoso!" mi sono scompisciata dal ridere. e concordo perfettamente. ((che stupida impacciata, che non fa che scusarsi e riverire, poi quando parla era meglio non farlo! agli occhi di tutti devo essere sembrata davvero stupida, stasera. ebbene, lo giustifico così:)) non è il mio ambiente. non sono nata per fare questo. onore ai camerieri, a quelli che fanno questo lavoro da sempre e che lo fanno come si deve, con passione, anche. ricordo guerino con affetto, un ometto baffuto, smilzo e velocissimo, con cui l'anno scorso ho  lavorato (da M.), e che pazientemente mi accompagnava a casa tutti i week end, perchè, diciamo, era di strada. l'ho rincontrato nel trenino qualche mese fa, ma ci siamo visti solo all'ultimo momento. peccato, avrei voluto scambiare due chiacchiere con lui. ma il destino ci farà incontrare di nuovo. insomma, non mi posso lamentare poi tanto. detto fatto. vuoi il lavoro? eccoti il lavoro. la paga è misera ma in realtà...temevo peggio. e comunque non è quello che mi sconcerta di più. la verità è che mi abbatto facilmente, non accetto di essere rimproverata, non accetto di commettere uno sbaglio. semplicemente, mi butto giù. la vita non è poi così complicata, allora ci devo pensare da sola a rendermela insopportabile. eppure ne sono coscente. allora quando imparerò? pazienza. ci vuole pazienza. tornando a casa, sulla rai, chi me becco? marzullo che parla della carmen...ed eccola, per la regia di zeffirelli...l'occhio è pendulo, ma le orecchie non riescono a non ascoltare...cazzo, io non potrei vivere senza l'arte...l'arte può vivere senza di me? che dilemma. intanto tra dieci ore sarò immancabilmente in viaggio, di nuovo. e senza carta e penna mi sento vuota, insipida, spenta, a calcare le assi di legno di un palcoscenico immenso. racconto i fischi, tengo per me gli applausi. son stanca morta, chiudo le palpebre, ascolto assorta...

L'amour est enfant de Bohême,
il n'a jamais, jamais connu de loi,
si tu ne m'aimes pas, je t'aime,
si je t'aime, prends garde à toi!

 

giovedì, 27 luglio 2006
author: emiscript @ 18:22
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aria pesante, voglia di una doccia. treno infernale, vagoni con l'aria condizionata rotta, capotreno mezzo 'mbriaco (si dimentica di fermare a caianello e torna indietro, poi però ferma a teano),  e dunque dritto fino a caserta con trentacinque minuti di ritardo. evviva le ferrovie dello stato, evviva la privatizzazione. la casa ha il solido odore. pesante. occasioni scivolate fra le mani, progetti che io ho messo in piedi e in cui non credo. quaderni imbrattati con una steadler blu...quando arriva il momento della tecnologia? chissà. qualche decisione presa, altre ancora in bilico. faccio una doccia e vado a cercare qualcosa per occupare queste giornate afose. unico obiettivo? (difficilmente raggiungibile) parigi. aaa lavoro cercasi. mai capito cosa significa quell'a - punto, a - punto, a - punto. sono stufa di fare la (finta) poetessa, e scriverò ciò che mi pare, consapevole che non interessi a nessuno. non so fare niente, ma lo faccio bene, come direbbe il mio amico f. sto divorziando dalla mia creatività. tre giorni d'alcool, pink floyd e smania. poi è arrivato jackson pollok, in piena crisi. perchè? è stato un caso? l'agoscia che aveva dentro quell'uomo mi fa paura. ma pagherei oro per averne solo un millesimo, tale da poterla trasformare e trasferire in un'espressione artistica come lui ha saputo fare. non importa, avanti il prossimo. non ho più vogli di spingere. come la gente nella metropolitana, che non aspetta che scendi, è pronta a dare qualsiasi cosa in quel momento pur di infilarsi nel pertugio, di sorpassarti. meglio stare in piedi...siamo ancora giovani da poterclo permettere, no? io non ho voglia di sgomitare, non fa per me. piuttosto cambio mestiere...o forse, è meglio dire, riparto da zero, perchè scrivere, un mestiere vero, per me, non l'è mai stato.

PS mercoledì 19 era il mio compleanno, il compleanno più brutto che abbia mai trascorso da quando abito nella magnifica capitale. in ogni caso, tanti cari amici si sono ricordati di me e li ringrazio di cuore.

lunedì, 10 luglio 2006
author: emiscript @ 18:39
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sabato, 08 luglio 2006
author: emiscript @ 18:22
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Oggi prima lettura della commedia, finalmente finita...dopo averla scritta, persa, riscritta, adesso mi godo i primi successi...ammazzati dalle risate...la mia creatura sta prendendo vita, come un bambino si accoccola tra le mie braccia, si lascia ascoltare, si lascia afferrare...e quando i ragazzi saliranno sul palcoscenico...sarà finalmente viva.

venerdì, 07 luglio 2006
author: emiscript @ 01:17
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Certe sere tre quarti di luna si rispecchiano nel vetro
Certe altre il vento si fuma le mie sigarette...
Una serata tra amici....quando fuori si boccheggia per l'afa...sembrava che la pioggia spazzasse via il caldo afoso...e invece niente, soltanto un gioco...
Dove pensi di andare la sera?
Dove il cielo non possa scrutarmi
Se fra le tue braccia non ci fosse più posto, dovrei trovare un nuovo rifugio... O solo sostare in mezzo ai bidoni, come un barbone che cerca di dormire in mezzo alle ceneri di una vita andata in fumo...

"E vorresti urlare, soffocare il cielo
Sbattere la testa mille volte contro il muro"


domenica, 02 luglio 2006
author: emiscript @ 10:21
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Bang bang, I shot you down

Bang bang, you hit the ground

Bang bang, that awful sound

Bang bang, I used to shoot you down.