mercoledì, 30 agosto 2006
author: emiscript @ 23:53
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non molte parole. solo vita e morte. pochi pensieri, confusi. un po' di irritazione, la solita, diciamo. nè più nè meno: la mia solita angoscia. ma più riflessiva. [lui che fuma una canna intera da solo. e che mi ispira una gran tristezza, una voglia di abbandonarlo, di lasciarlo solo, di starmene in pace]...pace... forse solo dopo la morte o forse neppure. è passato un giorno, è durato a lungo. non è stato bello, ma forse sopportabile. chissà. forse adesso va meglio. ciao nonno. ci rivedremo, forse.

domenica, 27 agosto 2006
author: emiscript @ 23:19
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oggi con un'amica parlavamo del cervello. lei sta studiando il sistema nervoso. è davvero una cosa complicata, ma è molto affascinante. è assurdo che, comunque, il cervello, un organo così perfetto, possa venire ingannato come fosse niente. illusioni ottiche, messaggi sublminali, di tutto di più. e poi c'è quella faccenda degli stereogrammi. questi disegni enormi, tutti ingarbigliati, ripetitivi e spesso colorati. questi stranissimi pasticci di forme e intrugli di colore che esplodono in un unico disegno tridimensionale. e lo fanno ingannando l'occhio, sfruttando lo spazio che c'è tra un occhio e un altro, o qualcosa del genere che sto cercando di spiegare in parole povere. isomma, tu li fissi e all'improvviso l'interno del disegno sembra muoversi e in rilievo si vede un oggetto...un aerei, una teiera, degli omini...di tutto di più. eppure, oggi non c'erano santi...io e lilla ci abbiamo provato a lungo. per lei non era la prima volta. e le ha sempre dato un enorme fastidio non riuscire a vedere quello che vedono tutti. io ricordo quando me lo raccontò, ne ero davvero incuriosita. adesso provo e riprovo...niente. qual è  la tecnica? perchè non riesco a vedere nessun immagine tridimensionale? perchè, dopo un poco, mi sembra di avere solo un gran mal di testa? forse è nel mio cervello. è che lui non si fa ingannare. ha! mi piacerebbe crederlo davvero...

PS trovate degli stereogrammi sul sito: http://www.segnalidivita.com/stereogrammi/index.htm

sabato, 26 agosto 2006
author: emiscript @ 21:54
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sabato, 26 agosto 2006
author: emiscript @ 21:50
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sabato, 26 agosto 2006
author: emiscript @ 21:28
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"insoddisfatta sono, insoddisfatta fui", era la fine di una piccola filastrocca, anzi una specie di poesiola, forse un augurio di natale o qualcosa del genere...insomma un messaggio mandato alla mia amica lilla. terminava proprio così. e vi ho racchiuso quasi interamente ventitrè anni della mia vita. non è una cosa che mi fa molto onore. dovunque fossi stata, quasi sempre, il solito pensiero: voler essere altrove. una specie di malattia. l'insoddisfazione. quanti ne soffrono? forse meno persone di quel che penso. in questo momento, se non avessi fatto una scelta, sarei a  lavoro, sotto la guida tiranna del caposala pasquale, che mi sarebbe stato dietro a ricordare ogni minuto la giusta angolazione dei fazzolettini, l'ordine delle forchette nel portaposate "così ce ne stanno di più", quante passate fare per asciuttare i pavimenti, e così via la serie infinita di inutilità che, come le fai fai, non andavano mai bene. vorrei studiare e non mi va. vorrei uscire, ma dove e con chi? non voglio chiamare nessuno, non voglio vedere nessuno, non voglio starmene fuori al solito bar a farmi offrire due baileys con ghiaccio dai mataluna boys, che infondo sono anche simpatici, ma quando prende la svoglia si estende a tutto e tutti. poi però penso ad altre e più allettanti situazioni, difficilmente attuabili vista la mia posizione geografica, perchè tutte ad almeno 250 km di distanza da qui. vorrei racchiudere tutto il mio mondo in pochi centimetri di spazio. e dargli fuoco. mettere in una busta nera tutta la roba inutile che mi circonda, fare mille pezzettini delle tonnellate di carta che mi avvolgono la testa, e lasciarle volare giù dal finestrino, così come ho fatto con gli scontrini e i vecchi abbonamenti qualche tempo fa...quante cose inutili. e sono forse l'unica ragazza nell'arco di migliaia di chilometri che c'ha un telefonino attaccato con lo scotch , che ha fatto un volodal terzo piano e non fa fotografie, che ogni due o tre ore si spegne e che per riattivare la memoria per accedere alla rubrica ci mette almeno sei minuti. e che di cambiarlo proprio non mi va. non perchè ci sia affezionata, tutt'altro...era anche usato quando me l'hanno dato. ma proprio perchè so che gli oggetti sono inutili...tranne cose come la lavatrice o il computer portatile (che peraltro non ho), quelli con cui lavori o con cui puoi creare. una volta un professore di biologia disse che ciò che distingueva l'uomo dall'animale è il pollice. perchè il pollice ci permette una prensilità..una capacità di afferrare...e di costruire certi oggetti...è stato fantastico evolvere in questo senso...costruire utensili...ma gli utensoli sono utili  lo dice la parola stessa. invece gli uomini si sono fatti prendere la mano e il pollice...e hanno cominciato a inventare un mucchio di inutilità. basta guardarci intorno. di cosa è fatto il nostro mondo? sassi, piselli, sabbia e un paio di birre in un barattolo di vetro...non ricordo bene com'era quella storia del prof che diceva ai suoi studenti, mostrandogli un barattolo pieno di sassi: è pieno questo barattolo? loro rispondevano di sì...allora mise i piselli...alla domanda gli studenti risposero che adesso si, era pieno. il prof aggiunse la sabbia. che scemi a non pensarci, adesso era pieno davvero. e infine le birre, che bagnarono la sabbia e si insinuarono nel barattolo. metafora di vita che io non condividevo. perchè pretendeva di dire quali fossero le cose più importanti della vita. e invece dipende dalla persona. i sassi, i piselli, la sabbia, le birre...ognuno faccia la sua scaletta. ognuno, a suo piacere, interpreti queste quattro figure e scelga cosa rappresentino per lui. perchè non si può generalizzare. ognuno abbia il suo mondo. e ne faccia ciò che gliene pare. 

sabato, 26 agosto 2006
author: emiscript @ 11:23
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Dondola

Come una giostra la vita

E una tarantola aspetta un tuo passo

Impazzita

 

Pezzi di un sogno

Mordili, Alice

Diventi piccola,

Orrida attrice

 

Sopra di te la luna invidiosa

(E non cancella la pioggia)

Battono ore sui vetri dell’auto

Scorrono forte, insieme al peccato

 

Una foto

Sembra un ricordo

Ma è solo un quadrato

Un abbraccio

Come ti unisse per sempre

Ma è solo passato

Un bacio

Soltanto un bacio

ho desiderato

 

su quella giostra così di fretta

siamo soltanto formiche

che non decidono niente

quando fermarsi,

quando si scende

 

dietro quei vetri di carta

baci la croce

dietro la valle

assaggi una voce

 

Non devi avere paura, Alice

Ma come è ingiusto star male

Solo per esser stata Felice.

giovedì, 24 agosto 2006
author: emiscript @ 23:18
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giovedì, 24 agosto 2006
author: emiscript @ 22:28
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violenti battiti di farfalla

per risalire il vento

e solitario annaspi nel tuo pozzo

di parole ,   di bugie.

ingannatrici sinapsi

soffocano la realtà

e non è in cielo e neanche in terra

buttalo giù quest'altro boccone

aspettando di risalire come

nuvola

attaccata al pavimento

mi pento

brucia la sigaretta sul polso

e affoga la luna nel pozzo

 

lunedì, 21 agosto 2006
author: emiscript @ 01:26
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licenziata. mi sono licenziata. così, su due piedi? affatto. non ne potevo più di quel coglione di caposala. dopo tre settimane di lavoro SPLENDIDO è arrivato lui a mettermi in croce. sentenziando su qualsiasi cosa. nun me putev v'rè.                                                  pasquale vaffanculo!!!!!!!!!!!!!!!!!!

domenica, 20 agosto 2006
author: emiscript @ 12:17
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a chi chiedere scusa? è sceso dal cielo, era tutto quello che stavo aspettando. la situazione. quale situazione? quella che rendeva le mie giornate a lavoro quasi divertenti. al belvedere insieme ai romani, il falò a formia, rubato; sulla spiaggia di serapo, l'erba, napoli; la pasta con la provola, assaggiare un muffin; la punto celeste, partire, dopo il lavoro. era bellissimo. ma come ogni cosa doveva finire. e mi dispiace che fosse andata così. ho lavorato circa dieci giorni di fila e tutto quello che ho guadagnato è andato (quasi) perduto. ma non mi importa dei soldi, non me n'è mai importato. non avrei voluto perderci a palinuro, non avrei voluto rientrare in macchina, anche avendola richiusa, non avrei voluto stare così male, a singhiozzi, tornando a casa di papà. un piatto di pasta e fagioli, scotta. ma a fefè è tornato piano piano un abbozzo di sorriso. "Memi...Memi..." il mio piccolino mi chiamava. doveva andare così. sulla strada verso paestum, la polizia, il botto più avanti, doppio sorpasso in presenza di dossi. ritiro di patente per un mese. meno venti punti. mi dispiace tanto per fefè. lui se lo sentiva, era così cupo mentre imboccavamo l'autostrada. il giorno dopo a cosenza con fede mi è parsa una giornata strana. surreale, del tutto fuori. forse perchè in 70 ore avevo dormito otto. 80 minuti di ritardo per tornare. il lavoro ti aspetta. e fefè imparerà a prendere il treno. nemmeno il tempo di salutarci i tipi del lavoro a girarci intorno. tutti sapevano della patente. che paese di merda. da quando è tornato il caposala il lavoro è pesantissimo. non lo sopporto lui, è odioso. in cucina senza fefè è tutto diverso.  questi giorni sono davvero volati. adesso comincia il conto alla rovescia.  via via via da questo paese di merda.