Chiunque di voi penserà che c'è un'ovvia e semplice risposta alla domanda: cosa ti piace? si, forse quando hai cinque anni. sai che il tuo gelato preferito è fragola e limone, che ami gesù e che ti piacciono il clown del circo. niente di strano se a diciotto anni impari a mangiare quello che ti faceva schifo, a diciannove ti accorgi che sei ateo, a venti i clown ti mettono angoscia. e così via.. Altro esempio...posso essere volgare? giuri che no, mai farai un pompino perchè immagini già lo schifo, e poi invece..insomma, non vado avanti. Va bene, state pensando che fin qui, ci passiamo un po' tutti. Poi però cominciano a succedere cose che ti sconvolgono, e non poco. Convinzioni di cemento che ti crollano addosso creando lo sfacelo. Ogni coccio si dissolve in sabbia. E di sabbia neanche i castelli piacciono a nessuno. Parlo di quelle cose...Quelle cose che quando capitavano agli altri eravamo i primi a commentare: "Io? Mai!" E così...io tradire l'uomo che amo? Io, mai! la donna del mio migliore amico? Io, mai! Mentire alle persone a cui voglio più bene? Io, mai! Prendere in giro me stesso pur essendone consapevole? Io,mai! Insomma, parliamoci con chiarezza: siamo esseri umani e non macchine perfette. Che cosa pretendiamo da noi stessi? Di non sgarrare mai e finire esauriti, annegando nelle nostre autocostrizioni? E poi c'è qualcosa di molto importante, secondo me, cui dobbiamo far fronte. A poco più di vent'anni dobbiamo ancora scoprire chi siamo. Ok, possiamo sapere se ci piace fare pompini oppure no (arida'...). Ma non sapremo ancora su quante labbra appoggeremo le nostre, quanti profumi incontreremo, e quante mani stringeremo, e quanti amori e non amori...E se saranno amori...Se sarà solo per un attimo, nella nostra fantasia, oppure per un tempo per noi così immenso da avvicinarsi all'eternità. E guai se non fosse così. Credo che a volte sia necessario far cose che in genere disprezziamo, per ricordarci cosa amiamo fare davvero, e quanto. Per capire ancora una volta chi siamo. E quindi: solo rischiando di perdere qualcosa ci accorgiamo quanto vale per noi. Solo scontrandoci con il suo opposto. Oggi sono stata a una festa di paese. Un grosso paesotto, diciamo cugino di Santa Maria. La festa del patrono, san Michele. Bancarelle, luci colorate, torrone, orecchini penzoloni e luccicanti, pupazzotti e giostre, tantissime giostre. [ecco, da piccola amavo le giostre , non avevo senso del periocolo e mi avventuravo. adesso ho paura di tutto...o forse...oggi è dipeso dalla compagnia] Insomma, è strano. Eppure questa festa di paese m'ha fatto ricordare quanto ami la grande città. Amo quello che ho. Amo i posto dove ho la fortuna di vivere, amo gli studi che ho fatto anche se sono senza lavoro, amo le serate che si concludono assonnati nel notturno, amo i miei amici e il modo in cui trascorriamo il tempo, e il mio ragazzo, dopo tre anni...lo amo... Tutte queste cose non le cambierei... Ma ogni tanto bisogna tornare in paese per ricordarsi di quanto si ami la città.
dedico questo post a ele, fashon girl di città e mia cara amica...che riesca a ritrovare la strada verso ciò che ama davvero.









