venerdì, 26 gennaio 2007
author: emiscript @ 22:03
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due sono le cose: o mi boccia o mi becco un bel trenta e lode. quando si tratta di critica cnematografica in un film o una sequenza oppure una singola inquadratura ognuno può vederci mille cose, leggere metafore inesistenti, munirsi di libri su lbri e lasciarsi fuorviare da chiunque, virgolettare e contro virgolettare...inserisci note a piè di pagina e la testa comincia a fumare, poi rileggi e ti chiedi "ma sta stronzata l'ho scritta io?" e sei felice perchè non farai mai la critica cinematograica, nè culinaria nè letteraria,perchè sai che non ne sei capace e il tuo linguaggio è vergognosamente povero, perchè ti accorgi che persino word ha più sinonimi di te...lo so, sono i postumi della febbre e del raffreddore, ieri mi sentivo rincoglionita come se mi fossi fumata un intero albero di marja, e oggi sono rimasta scioccata nel rendermi conto che non so più scrivere una tesina a penna, mi perdo negli scarabocchi, strappo il foglio e ricopio, per fortuna luca m'ha lasciato il suo pc. Così ho potuto cominciare a inventare e inventare e inventare. dunque o in me ci sarà del genio (cosa piuttosto improbabile) o mi beccherò un bel voto "teenager". in più, metti a cena una pubblicità del cazzo (delle gomme da masticare) con un tizio in motorino che si mangia un piccione (veramente, ma veramente rivoltante) e hai completato il quadro! cavolo, ma chi è quello stronzo a cui è venuta in mente una cosa del genere? decisamente trash.

domenica, 21 gennaio 2007
author: emiscript @ 19:58
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sto pensando di aprire un blog su casa vitinia, condotto da casa vitinia. una noia? sono quasi d'accordo. quasi. perchè ci sono tanti personaggi che intrecciano le nostre vite, e che meriterebbero la giusta considerazione, il loro spazio nella blog-narrativa. ognuno al suo ruolo. i mentori e i guardiani della soglia vogleriani, o semplicemente i buoni, i brutti e i cattivi. uno di questi è Bagnete a Panza. Ovviamente uso uno pseudonimo noto ai pochi intimi. Bagnete (d'ora in poi lo chiamerò, abbreviando, semplicemente, e per non dare indizi- ! -....dj  ) fece parte della nostra comunità nel lontano inverno 2005. Inizialmente non era solo: il mitico F., fratellino minore di F. (ah maledette iniziali) gli tenne compagnia per un po'. F amava raccontare storie sulle sue presunte amanti pettorute pseudo lesbiche e recitare sul suo cuore infranto più volte. il suddetto diciottenne baffuto però abbandonò presto i suoi sogni di gloria, di lavoro, di sesso e di amore, e se ne ritornò a casa per la gioia di quasi tutti. Dj invece è rimasto circa un mese e mezzo. Ricordo brevi momenti in compagnia di questo personaggio. Ricordo le hit musicali con le quali inebriava la nostra casa, direttamente dal suo personal computer. E qualche partita a monopoli. Tutto sommato, mi stava abbstanza simpatico. Anche se, come è normale, alla lunga l'ospite scoccia. Meglio cambiare, no? novità, novità novità. Da allora, non ho più visto Dj. Non ha più telefonato nè ci è mai venuti a trovare. Da quello che ricordo, ha chiamato qualche volta alcuni dei ragazzi per uscire...finchè non è arrivata julie, e poi la post-julie. si sa, le donne distraggono. L'altra sera, a Vitinia c'è stata una festa, ma lui aveva da fare. Stavamo per liquidarlo nel momento in cui doveva raggiungerci a RI-A-LTO, RI - A- LTO...e invece..ci ha liquidati lui con un sms..che diceva qualcosa (non so, ero ubriaca) inerente alla sua girl (ricordo di aver letto con esattezza queste due parole). Gente che viene, gente che va.Ma di amicizie vere, quante ce ne sarà? 'a emilià, ma bagnete a panza.......!!!

martedì, 16 gennaio 2007
author: emiscript @ 23:15
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clikkate su questo link...quattro minuti di scompiscio...

http://video.libero.it/app/play/index.html?id=5fadd7ec706f084cafbce2137ee9a1dd

 

 

sabato, 13 gennaio 2007
author: emiscript @ 23:10
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Me ne vado, ti lascio nella sera
che, benché triste, così dolce scende
per noi viventi, con la luce cerea
 
che al quartiere in penombra si
rapprende.

che fantastica serata... roma così bella raramente l'ho assaporata. dal lungotevere giochi di luce gialla sul fiume, e nebbia ad intontire lo scintillio, a carezzare i palazzi, e la criniera del cavallo verde, immobile e impetuoso, dell'altare della patria.

E lo sommuove. Lo fa più grande, vuoto,
intorno, e, più lontano, lo riaccende
 
di una vita smaniosa che del roco
rotolio dei tram, dei gridi umani,
dialettali, fa un concerto fioco
 
e assoluto.

dimenticavo, forse, quant'era bella roma alle dieci di sera, quando non sei stordito dall'alcool, ma lucidamente godi di ciò che ti contorna. e chiacchierare delle cose che ami rende l'atmosfera più soave, eppure cupa, ma generosa...poetica...quasi sublime.

E senti come in quei lontani

esseri che, in vita, gridano, ridono,
in quei loro veicoli, in quei grami
 
caseggiati dove si consuma l'infido
ed espansivo dono dell'esistenza -
quella vita non è che un brivido;
 
nessuna foglia di platano. tutto spazzato via. e non esiste altro rumore più romantico dei passi sulle foglie d'inverno. ma quella voce un po' impostata, un po' teatrale, mi recava sollievo e infinita tenerezza. come una bambina cullata nella notte, rassicurante, come una spiaggia infinita...

e scrosciano le

saracinesche
dei garages di schianto, gioiosamente,
se il buio ha resa serena la sera,
 
e in mezzo ai platani di Piazza Testaccio
il vento che cade in tremiti di bufera,
è ben dolce, benché radendo i capellacci
 
e i tufi del Macello, vi si imbeva
di sangue marcio, e per ogni dove
agiti rifiuti e odore di miseria.
 
È un brusio la vita, e questi persi
in essa, la perdono serenamente,
se il cuore ne hanno pieno: a godersi
 
eccoli, miseri, la sera: e potente
in essi, inermi, per essi, il mito
rinasce...

fermandoci al bar, assaporando quell' ennesimo martini, e sulle spalle quel cappotto un poco logoro, e fra le mani la borsetta, mi sentii una principessa, o forse una regina. e l'aria un poco si rinfresca, ma è così mite che non dispiace rimanere ancora fuori, ad asciugar la sera con le labbra.

 

 NB In corsivo:  versi  tratti da Le Ceneri di Gramsci, IV,  di Pier Paolo Pasolini

sabato, 13 gennaio 2007
author: emiscript @ 13:41
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disturbo di panico...decisamente la malattia del futuro. attorno a me so già di due persone che ne soffrono. sembrano fenomeni piuttosto diffusi, anche se molti se ne vergognano pensando di avere chissà quali malattie e non lo dicono in giro. altri, un po' più egocentrici, ne fanno sfoggio come stolti esaltati con le cicatrici di guerra. ma insomma, cosa sono questi attacchi di panico? le cause sembrano svariate, ma la più comune è la presenza di stress e una vita sregolata.

non è bello da parte mia dire una cosa del genere e banalizzare su un argomento che per molti potrebbe essere delicato, ma ieri un amico mi ha sferrato contro un attacco dinanzi al quale sono rimasta inebetita, non ho saputo più cosa dire, ho pensato "devo riflettere", devo stare un po' in silenzio. Dopo essere stato (forse un po' troppo) punzecchiato, lui ha sfoderato la lancia del "adesso mi viene una crisi di panico". non so ancora come prenderla. la parte più cinica e forse prevalente di me la sente quasi come "adesso lo dico a mamma", oppure, "stai in campana, bella, che sono malato". insomma...si fa così? la crisi di panico la possiamo sfoggiare in questo modo, per poterci difendere quando non ne abbiamo più le forze?

un tempo esistevano le malattie vere...oddio, esistono anche adesso, purtroppo. ma un tempo,forse, la gente non aveva tempo per pensare "oddio ora mi viene un attacco d'ansia", e c'è chi  ancora oggi non ne ha il tempo, perchè deve pensare a fare la spesa e pagare le bollette e far quadrare i conti. l'attacco di panico è la malattia di chi non ha problemi? o di chi ce li ha nella testa? può venire un attacco di panico a un ragazzo di ventitrè o venticinque o ventinove anni che gode di buona salute, non ha problemi economici, non ha (o almeno si presume) problemi di relazione, e fa tutto sommato tutto quello che desidera? a un ragazzo che sta per diventare papà, ed è costretto a vivere in una casa occupata insieme alla mogliettina, dove per lavarsi d'inverno scalderanno l'acqua sul fuoco e il bebè sarà sempre raffreddato per l'assenza dei riscaldamenti, a uno così, possono venire le crisi di panico? o, in verità, non se le può tanto permettere?

come al solito il mio punto di vista non sarà gradito ai molti. non conosco questo tipo di disturbi e non volevo finire a giudicare. prendete le mie parole con molta leggerezza. e, se soffrite di crisi di panico, se non volete che vengano prese come balzelli e lazzi, non sognatevi di tirarle fuori come minaccia in macchina, perchè vi si sta dicendo che non conoscete la Repubblica di Salò.

 

Questo post è dedicato a tutti gli amanti di storia, e in particolar modo, del Terzo Reich.