mercoledì, 30 maggio 2007
author: emiscript @ 17:06
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LA MORTE SI FUMA I MIEI SIGARI
sai com'è: sono qui ubriaco ancora
una volta
e ascolto Chajkovskij
alla radio.
Gesù, lo sentivo 47 anni
fa
quando ero uno scrittore morto di fame
ed eccolo qui
di nuovo
ora io sono uno scrittore con un po'
di successo
e la morte va
su e giù
per questa stanza
e si fuma i miei sigari
beve qualche sorso del mio
vino
mentre il vecchio Pietro continua a darci dentro
con la sua "Patetica",
ho fatto un bel pezzo di strada
e se ho avuto fortuna è
perché ho tirato bene
i dadi:
ho fatto la fame per l'arte, ho fatto la fame per
riuscire a guadagnare 5 dannati minuti, 5 ore,
5 giorni -
volevo soltanto buttare giù qualche
frase,
il successo, il denaro non importavano:
io volevo scrivere
e loro volevano che stessi alla pressa meccanica,
in fabbrica alla catena di montaggio
volevano che facessi il fattorino in un
grande magazzino.
be', dice la morte, passandomi accanto,
ti prenderò comunque,
non importa quello che sei stato:
scrittore, tassista, pappone, macellaio,
paracadutista acrobatico, io ti
prenderò...
okay, baby, le dico io.
adesso ci beviamo qualcosa insieme
mentre l'una di notte diventano
le 2
e lei solo sa
quando verrà il
momento, ma oggi sono
riuscito a fregarla: mi sono preso
altri 5 dannati minuti
e molto di
più.

charles Bukowski

venerdì, 18 maggio 2007
author: emiscript @ 12:21
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Tra presente e passato, tra neoclassico e barocco, tra gotico e rinascimentale,...un quartiere che è una favola, fatto di villini palazzi e alberi ognuno diverso dall'altro, dove una decorazione dorica sta a pochi metri da una favolistica lanterna lavorata in ferro battuto. Nessun palazzo è uguale ad un altro, e ad ogni ora del giorno e della notte darà un effetto diverso.

Gino Coppedè, l'architetto che lo ha progettato e in parte costruito, morì poco prima di completare la sua opera (siamo a  cavallo della prima guerra mondiale) lasciando che si espanda a raggiera questo piccolo quartiere che prende il suo nome, tra via Tagliamento e Corso Trieste, e che vi consiglio assolutamente di visitare...per sognare ancora un po'...

vedi anche:

http://freeweb.supereva.com/elisabettafabrizio/biblio/saggi/neomedio/coppede/index.htm?p

in foto: il Villino Delle Fate

 

 

POST SCRIPTUM di fronte all'ingresso vi è il famoso PIPER uno dei locali più conosciuti di Roma, attivo soprattutto negli anni '70.

sabato, 12 maggio 2007
author: emiscript @ 11:21
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ecco che quando meno te lo aspetti la saggezza ti accarezza. anche durante una conversazione su messenger.

Emiliana scrive:

dicevo che ieri sera pensavo questo: che ci stiamo perdendo gli anni migliori

Antonio scrive:

perché?

Emiliana scrive:

non so ho questa impressione

invece di star qua

a perdere tempo studiando lavorando sbattendoci

forse ci sarebbe un modo per vivere in pace

in un altro paese in un altro continente

con musica palme marjuana

Antonio scrive:

può darsi

Emiliana scrive:

forse sono solo stronzate, o forse ho la verità in un pugno e la sto lasciando volare via come una farfalla

Antonio scrive:

forse è meglio non pensarci

e vivere ciò che ci capita

al meglio

Emiliana scrive:

mmh

io invece ci penso

perchè magari sono ancora in tempo

per cambiare tutto

tutto

tutto

Antonio scrive:

a partire da cosa?

Emiliana scrive:

tutto, antò, tutto

Antonio scrive:

...

cosa?

dire tutto non basta

Emiliana scrive:

andrei a vivere in riva alle spiagge di malibù

lavorando il minimo guadagnando il minimo per fare solo quello che mi piace

solo quello che mi piace

tendendo magari dei diari dove far scivolare la mia vita

Antonio scrive:

...

perché non ci vai?

 

Emiliana scrive:

perchè non ho il coraggio

perchè ho paura

di distaccarmi da questa vita che ci hanno precostruito

fatta di tappe obbligate

dove mi sento dire continuamente da miei coetanei che "se a trent'anni non hanno fatto blablabla" si sentiranno dei falliti

ma sono certa

che se lo vorrò davvero

lo farò

    al più presto.