forse il ricordo appiana e ripulisce. forse il ricordo muta e si trasforma. quando si desta in me un ricordo, il più delle volte fa male come un pugno potente assestato con violenza in un occhio. spesso penso ai tempi del liceo, e vorrei dire ad antonio c. di non farsi problemi, perchè lui non è il solo e non sarà di certo l'ultimo a farlo. penso a quei giorni con malinconia e tristezza. anche lì l'occhio mi diventa viola e blu.
in ogni situazione c'è chi rimane e chi va via. nel nostro caso, io avevo niente da perdere e tutto da guadagnare. lei aveva troppe certezze, troppi affetti, troppa paura. e non la biasimo di essere rimasta. parlo di una ragazza che era la mia migliore amica. di una persona con cui ho condiviso cose belle e cose tristi, intere giornate, intere nottate, inverni freddi, estati afose, lacrime, sorrisi, parole anche scritte... e mi ritrovo adesso su una sua pagina web che racchiude poche righe e alcune fotografie. anche di anni passati. io non sono in nessuna di quelle, e sento che forse un po' me ne dispiace. se vi dovessi raccontare il perchè, perchè non ci siamo più viste, non saprei proprio da dove cominciare. se è stata solo colpa mia, - basti pensare all'avventatezza con cui ho mandato a cagare valerio, che ad ogni modo non conosce nemmeno il significato della parola amicizia - o del mio poco farmi sentire a causa di una vitaccia incasinata (lo è ancora adesso), oppure se la realtà è che sia io non essere stata capita. il mio entusiasmo per le mie "scoperte", le "aperture" mentali, le nuove conoscenze, tutto questo è stato forse scambiato per superbia, sono sembrata altezzosa, arrogante, presuntuosa? davvero, non saprei. chi vive situazioni come la mia, sa bene quanto può essere triste allontanarsi dalle proprie radici. rimani sempre ancorata al provincialismo della tua piccola città del sud. ma non sei più una di loro, sei diversa. un terribile ibrido da cui distaccarsi. a volte per sentirsi emarginati non bisogna necessariamente essere handicappati, extracomunitari od omosessuali. lei aveva accanto una ragazza più simile al suo carattere con la quale era più semplice condividere qualsiasi cosa. eravamo diventate diverse, quasi due estranee. eppure non riesco a ricordare i momenti di noia. ricordo solo le risate. e i momenti teneri. e i momenti tristi, come la morte di pitch: quel giorno ce l'ho stampato in mente. è tremendo. non ricordo la noia. ricordo l'ultima telefonata. ero molto abbattuta, triste. ma anche arrabbiata. l'estate scorsa suo fratello minore era alla messa per il funerale di mio nonno. l'ho molto apprezzato e comprendo perfettamente la sua assenza, ma non la condivido. non posso sapere con certezza cosa avrei fatto al suo posto. forse avrei avuto meno paura. o forse avrei solo sentito più affetto. credo che lei non sappia davvero il bene che le ho voluto. se lo avesse saputo, forse ci sarebbe almeno una nostra foto, su quel blog.
è arrivato il momento di staccare le foto di valentina (e l.) dall'armadio. il ricordo appiana e ripulusce. ma a volte è meglio che se ne stia buono nel cassetto.
katty dedica questo post alla sua vecchia amica kim.









