si parlava tempo fa di uomini con un'amica la cui saggia madre ( le mamme sono sempre sagge) ci suggerì la divisione dei maschi in due grandi categorie: gli stronzi e i bambini. ammetto che qualche maschietto alla lettura potrebbe ritenersi un poco offeso da questa forse riduttiva categorizzazione. ma come ci insegnano gli psicologi cognitivi, abbiamo l'esigenza di ridurre tutto, anche le persone, a grossolane categorie soprattutto qualora non ci sia la possibilità di approfondire le nostre conoscenze. detto ciò, i quesiti non cessano di affollare le nostre menti, e soprattutto quello che ci chiedevamo era: è meglio avere accanto uno un pochetto stronzo o uno sgocciolante moccioso? stasera ho aggiunto qualcosa a questo semplicistico ragionamento. credo che alla mia età non si possa parlare (salvo rare eccezioni) di uomini completamente maturi. ma c'è una linea da non oltrepassare quando cominciamo a sentirci troppo "mamme"? spesso ci scegliamo gli uomini sulla base dei rapporti che abbiamo avuto con nostro padre. nel mio caso si tratta di un uomo decisamente immaturo e anche un poco stronzo. ma quando si ama, come fare ad accorgersi quando il tuo uomo è un po' troppo bambino da non poter essere mai un bravo padre? come insegnare al proprio ragazzo-figlio l'esisenza delle responsabilità? come fargli capire che è arrivato il momento di andare via di casa? quando c'è una ragazza-matrona e un figlio bebè le cose sembrerebbero funzionare a perfezione se ognuno dei due plasma la propria vita su e con l'altro. allora tutto diventa un gigantesco "noi". di questo "noi" io ho un'immensa paura, sarò un po' libertina e bisognosa dei miei spazi, o sono i ruoli tra me e il mio lui che non funzionano. non siamo più "noi" ma ritorniamo ad essere: io; tu, su un'altalena che non trova il suo epicentro, se non in rari momenti di stabilità reciproca. è facile guardarsi intorno e giudicare le coppie di amici che ci circondano, ma diventa difficile se non impossibile capire il rapporto che si sta vivendo, fino a non vedere una barca che affonda mentre ci siamo sopra. forse non esistono uomini perfetti, nè rapporti perfetti. nè donne perfettamente in grado di farli funzionare. ma cosa succede se lui ha bisogno di una mamma a cui disubbidire e io di una figura paterna forte e più matura?





