domenica, 30 dicembre 2007
author: emiscript @ 23:46
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Il vento asciugava le sue lacrime, ed era la prima volta.

In tutto questo tempo non avevo mai capito che non erano sbagliate le risposte che mi davo, ma semplicemente le domande.

Aprivo la porta di casa, soltanto tre passi dopo ero in camera mia. Rugiada accarezzava le finestre e l’albero di noci, e la mimosa addormentata brillava d’arancio e di rame alla luce del tramonto. Delicate le note di una canzone jazz bussavano alla porta, e la tenda frusciava scoprendo le luci di Fiumicino e di Roma intorno al mio mondo che brillava vivo e tremolante. Non sapevo contare i giorni e mi affidavo al calendario. Qualche volta cancellavo i numeri, arrabbiata. Certe volte li rimpiangevo, certe altre mi passavano davanti come pezzi di carta e coriandoli senza colore. E non so bene perché ho sempre troppa voglia di urlare. E non so bene perché è splendido ridere ma preferisco piangere, accucciata e riflessa dentro di me. E non so dare piena fiducia a nessuno che non si chiami mamma. E non riesco ad odiare colui che ancora chiamo papà.

Quando dormo da sola penso al segreto che nascondo nella federa del cuscino, ma ogni mattina lo lascio scivolare via, e non mi so dare risposte, non so dove sia. Quando dormo con te mi rifugio nelle vibrazioni del tuo respiro, e quest’anno è accaduto tante volte.

Quest’anno il sole è sorto tutte le mattine, e mia nonna ha accarezzato la solitudine e il vuoto ma senza caderci dentro. Quest’anno ho trovato gli amici di sempre, anche quelli che avevo un po’ perso. Quest’anno un uomo dagli occhi buoni ha seguito mia madre nella sua casa, e lei e mio fratello sono un po’ meno soli. Quest’anno il mio bimbo ha tre anni e i ricordi si affacciano nella sua vita.

Quest’anno, in autunno, pioveva sopra ogni centimetro di asfalto, ogni pergola e ogni angolo di muro. Pioveva sulle case e sopra i nostri cappotti. Pioveva dietro gli occhiali scuri e sulla lamiera dell’automobile che la portava via. Pioveva dentro lui. Ed era la prima volta.

Prima di quel momento, stringendolo forte, non avevo mai capito che non erano sbagliate le risposte che mi davo, ma semplicemente le domande. E aspetto di sbagliare ancora, perché so.

Miracolosamente non ho smesso di sognare e credere e sperare.

Ciao 2007.

domenica, 30 dicembre 2007
author: emiscript @ 18:22
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IL CONTRATTO COI SARCHIAPONI (30/12/2007) Leggi ancora...
domenica, 23 dicembre 2007
author: emiscript @ 18:13
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Per concludere il ciclo "Daniele Luttazzi ovvero perchè viviamo in un paese di merda", emiscript vi proporrà un racconto fotografico della serata Decameron tenutasi all'Ambra Jovinelli dove io insieme al babbo natale alternativo abbiamo suscitato qualche domanda. Le foto le ho lasciate a Roma, però, quindi dovrete pazentare qualche dì.

 

 


ecco alcune immagini della serata!

 

ecce babbo

mitico Babbo!

 

davide e sabi

 

Babbo-Davide e Sabina Guzzanti

 

davide vetrina

Babbo in vetrina

 

babbo e Fester

 

Babbo e Zio Fester

 

abbo

 

Ecce Babbo in metro

 

 

serata decameron

Un'immagine dello Jovinelli dal maxi schermo

 

 

 

martedì, 11 dicembre 2007
author: emiscript @ 12:54
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dal blog di Daniele

Sequestro probatorio

Questa mattina ho sporto denuncia e fatto eseguire dai carabinieri il sequestro probatorio di TUTTO il girato di Decameron, già andato in onda e non. Per ora è al sicuro. Nessuna cancellazione. Attendiamo la decisione del giudice.

Un grazie di cuore a tutti. Oggi il vostro affetto ha fatto andare in tilt il server: eravate di colpo in 40.000! Siete pazzi e vi voglio bene.

Spaliamo via tutta questa merda.

 

domenica, 09 dicembre 2007
author: emiscript @ 01:43
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Sono incazzata nera perchè LA7 ha deciso di oscurare la sesta puntata di Decameron. Daniele Luttazzi avrebbe forse sparato sull'enciclica del papa, si suppone che questo sia il vero motivo della censura. E il pubblico che lo ama e che lo seguiva in massa nonostante il posto scomodo che occupava nel palinsesto? Beh, quello non conta nulla. E' chiaro? NOI NON CONTIAMO UN CAZZO! Non tollero l'ingoranza in cui troviamo in questo paese. E' falso e ipocrita. Stasera ho solo voglia di urlare forte RIDATEMI LUTTAZZI consapevole del fatto che non servirà a niente. Fanculo La7. Fanculo tutti.
lunedì, 03 dicembre 2007
author: emiscript @ 11:15
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Ivan Cotroneo, La Kryptonite nella borsa

Ed. Bompiani        205 pag. - € 14,50

 

Napoli, anni ’70. Peppino ha sette anni, è un bambino gracile, sensibile e intelligente, porta gli occhiali attaccati col nastro adesivo e i compagni a scuola lo prendono spesso di mira. La sua famiglia è un po’ scombussolata: la sua mamma s’è beccata un bell’esaurimento quando ha saputo che suo marito la tradisce, e Peppino trascorre le giornate tra la scuola, la casa della nonna Carmela e la compagnia dei suoi zii più giovani. Questi ultimi lo portano anche in posti inadeguati a un bambino, come feste in discoteca e raduni femministi, ogni tanto cacciandosi nei guai. In questa grande famiglia, simpatica e un po’ buffa, dove i soprannomi te li porti fino alla tomba, e la zia Zitella resta tale anche dopo essersi sposata e avuto figli, si sorride e si litiga, si rompono piatti e si fa la pace, ci si detesta, ma soprattutto ci si ama. Peppino ha come amico un Superman in mantellina rosa, che ogni tanto si rivela soltanto a lui. Il suo vero nome è Gennaro, un morto che non è del tutto morto, finito sotto un autobus perché diverso, perché speciale, come Peppino. Con un linguaggio tenero e sincero, colorato ogni tanto da un dialetto usato sapientemente, Ivan Cotroneo ci lascia entrare piano piano nell’universo di questa famiglia, della quale ci affezioniamo pagina dopo pagina. Con ironia e semplicità, questo romanzo lascia sulle labbra il sapore del dolce e dell’amaro, e anche il salato di qualche lacrimuccia.

[Ivan, oltre ad avere un curriculum infinito, di sceneggiatore, autore televisivo, radiofonico, teatrale..., è stato mio insegnante al laboratorio di sceneggiatura dell'Università di Roma Tre. E' stato in quel mese di marzo del 2004, e durante la tesi che lui ha seguito, che ho avuto la fortuna di conoscere una persona umile, sensibile e umana, oltre che un grande professionista. In bocca al lupo Ivan, continua così!]

sabato, 01 dicembre 2007
author: emiscript @ 23:24
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A Tora Presenzano il treno s'era immerso fra montagne e nuvole. Il sole fioco illuminava gli alberi e le casette basse e bianche, e ruderi abbandonati e campi d'ulivo. Per un attimo mi dimenticavo che anche quella era Campania. E tutto intorno aveva il colore lucente dell'autunno, quel giallo arancione verde marrone che anzicchè vecchiume trasmetteva speranza. Sapeva di nuovo e di familiare, come quel maglione ribes ritrovato nell'armadio, come una vecchia compagna del liceo incontrata in un negozio di orecchini, uguale a prima, solo più magra e più triste. E capii che quel paesaggio incantevole e silenzioso potevo tenerlo con me come un ricordo, ogni volta che volessi tingere i pensieri di giallo, e magari commuovermi un po'.
E a casa avrei ascoltato una vecchia canzone che si chiama Slide Show. E avrei letto una e mail inaspettata, che mi avrebbe fatto tingere i pensieri di giallo, e anche commuovere un po'.