lunedì, 31 marzo 2008
author: emiscript @ 16:05
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Non so raccontare eppure vorrei

e nemmeno riesco a trovare una strada

facile cadere in un baratro

basta una sola sconfitta----

sabato, 29 marzo 2008
author: emiscript @ 22:37
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Scusatemi se mi assento

ma sono tanto felice.
giovedì, 20 marzo 2008
author: emiscript @ 17:01
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Il mio amico scrive balle 

sugli amori fulminati

convulsioni e farfalle 

Dame e chiome sdolcinate

scogli, principi e sirene

su giacigli addormentate

che raccontano panzane

fanfaluche ben ritmate.

 

Come dirgli che germoglia

 Da lumi lacrime e labbra?

Come dirgli che si sfoglia

Come un libro senza trama?

Ch'esso è esposto e disarmato

Che disarma e s'è adombrato

 Che singhiozza senza fiato

  iperbolico e smodato? 

lunedì, 10 marzo 2008
author: emiscript @ 20:27
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Sotto i miei occhi lascio scivolare le parole sotto forma di segni riconoscibili e preordinati. Provengono da lui. Un corsivo elegante ornato di sbuffi e cunette. Sono i segni che racchiudono quella creazione intima che potrei chiamare abilità, ma preferisco la parola più artigianale, quella che la lingua, per poterla pronunciare, vibra e poi batte due volte dietro ai denti.

Lui era qui. La ragione mi abbandonava piano e le sinapsi in corto producevano lapilli e scintille, e vacillavo. Il pensiero in bocca si fermava, sotto l’arcata magica del mio palato. Ma ai suoi occhi limpidi niente poteva sfuggire, perché sono occhi che disarmano e leniscono paure, cancellano i dissensi e il turbamento, non accettano menzogna o bigotto pentimento. Avevo visto quegli occhi mille volte, e mille e mille avrei voluto attraversarli. Fermandomi alla lente, sempre tesa a ghiribizzare, dimenticai le cuffie, un giorno, perdendomi nell’eco delicata della sua voce. Ridisegnai i contorni del suo volto. Mi allontanai vivendo nelle mie periferie.
Non ho dimenticato quegli sguardi.

E ho imparato che, a volte, perdere non è un disastro.

 

Ho perso te che vivevi di sbuffi insoddisfatti e in me avevi trovato una ragione.

Ho trovato te che ti nascondi dal male in una sala buia, e da lì mi regali una vita.

 

Liquido informe e inodore
Scende a cani e gatti
E lava via la polvere
Ricordo di antiche
giornate di marzo.

mercoledì, 05 marzo 2008
author: emiscript @ 14:08
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Seduto

A braccia conserte

Sotto il pergolato

Meditavi intorno al nulla.

Piuttosto che il passato

meglio il silenzio

del presente vuoto

E breccioline di poesia.

 

Uomo della vigilanza

Che ringhi grida

Inopportune

a ragazzetti di Acilia

Bimbe scomposte

Nascoste

Dietro lenti indifferenti

di vaga vergogna

e tetra ingenuità.