domenica, 31 agosto 2008
Scrivere ti getta in spazi troppo ariosi, ti rende strano, un disadattato. Nulla di cui stupirsi de Hemingway si è fatto saltare le cervella sul succo d'arancia della colazione. Nulla di cui stupirsi se Hart Crane si è fatto maciullare dall'elica, nulla di cui stupirsi se Chatterton ha preso veleno per topi. Gli unici che andavano avanti erano quelli che scrivevano i best sellers, e quelli nno scrivevano, era gente già morta.
Charles Bukowski, Niente Canzoni d'Amore, Ed. Teadue 2004 (1990)
mercoledì, 13 agosto 2008
I miei genitori pensavano che sarei diventato
grande come Edison o più grande:
perchè da ragazzo costruivo palloni
e aquiloni meravigliosi e giocattoli a molla
e piccole locomotive che correvano su rotaie
e telefoni di barattoli e filo.
Suonavo la cornetta e dipingevo,
modellavo la creta e recitai la parte
del cattivo in Octoroon.
Ma poi a ventun'anni mi sposai
e dovevo vivere, e così, per vivere
imparai il mestiere dell'orologiaio
e avevo una gioielleria in piazza,
e pensavo, pensavo, pensavo, pensavo, -
non agli affari, ma alla macchina
che progettavo di costruire.
E tutta Spoon River aspettava impaziente
di vederla in funzione, ma non funzionò mai.
E qualche anima buona pensò che il mio genio
fosse in qualche modo impedito dal negozio.
Non era vero. La verità era questa:
non ero un genio.
Dall'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, uno dei più toccanti libri di poesia mai scritti.
Prima ed. La Biblioteca Ideale Tascabile marzo 1995 Milano
Trad. di Alberto Rosatti