La donna che siede in metro accanto a me scrive un messaggio alla persona che ama. Lo scrive con le lettere appiccicate, divise dai caratteri maiuscoli e minuscoli, per non sprecare neanche uno spazio. Continuo a sbirciare e la donna raccomanda al mittente del messaggio di pagare l'assicurazione. E penso che la vita è più romantica nei corridoi vuoti di un cinema del centro. Lì quella donna che scrive appiccicato ha un buffo cappello e parla con un dolce accento francese. E non esistono assicurazioni da pagare o scadenze da rispettare. Nessuno ha fretta di prendere la prima metropolitana. Tutto ha il colore placido di un tramonto.








